STRAPPI
Mi lamentai, una volta, di essermi sentito troppo elegante con la mia giacca e cravatta mentre prendevo un caffè in uno dei quartieri a la mode di Milano. Seduto al tavolino di un bar, vedendomi passare davanti gli uomini grigi, impomatati nelle loro casacche di prigionieri mentre uscivano dagli uffici per la pausa mattutina, mi sentii improvvisamente ridicolo pensando all’altra faccia della Milano popolare in cui insegnavo. Una mia collega così commentò, a proposito della mia giacca e cravatta da maestro popolare: ...ma il mondo ha bisogno di Bellezza ed Eleganza.
Col ricordo di questo pensiero presento la mia piccola collezione di poesia fatta a mano; foglio per foglio, disegno per disegno, difetto per difetto. E il sentimento è quello di una puerile emozione, persino un po’ sfrontata, nello sfondo di un pianeta che va alla malora.
Che senso ha avere impiegato anni di tentativi per giungere a un risultato formale? Che senso ha questo spreco di materiale e di pensiero per la poesia? Forse la risposta è in quelle parole della mia collega: ...ma il mondo ha bisogno di Bellezza ed Eleganza.
Aggiungo, allora, per supportare questo piccolo impegno dei miei anni futuri: Bellezza ed Eleganza non possono essere schiave del vile denaro e della perfezione.
Il progetto prevede la preparazione di tre copie. Una per l’archivio, due per il poeta che sarà invitato. Un invito tra amici, senza pretese. Con un solo intento: la pubblicazione di testi capaci di dire qualcosa al mondo; come un taglio, un grido, uno strappo. Per necessità. Per uscire dal poetichese della forma perfetta; degli “ismi” che ammorbano.
Questo il motto, dunque:
Poesia come
strappo
taglio
fuoco urticante
dolore che si fa parola.
Necessità
e pietà
e umiltà.
Dedico la prima plaquette a me stesso; quattro testi tratti dal mio prossimo libro. Il tema: la guerra, i bambini morti, le parole rivolte a un maestro per la loro salvezza.
io sono solo un poeta disperato e cieco
un misero maestro buono che non può salvare nessuno




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