Ritardi
Domenica, 16 Marzo
I pruni selvatici hanno osato aprire i loro fiori, una minutissima bambagia tra gli alberi ancora spogli della campagna.
Le macchie bianche dei pruni, quelle gialle della forsizia, il rosa dei peschi e del crespino: l’ annuncio timidissimo di una primavera bagnata dalla pioggia e dal sentore lontano di una guerra che si allarga a macchia d’olio; un cancro delle coscienze, un indurimento dei cuori, un persistente ritorno alle ragioni misteriose delle origini.
La mancanza di risposte al perché di questo Male mi caccia in un mutismo dove mi piace stare. Alla larga dagli uomini, dalla razza a cui appartengo. O forse ci sono due razze che si contaminano: una che preserva, l’altra che sparpaglia. L’una e l’altra si confondono, bandiscono la verità.
Bisogna ritornare bambini… c’è una verità antropologica in queste parole. S’invoca l’inizio, la possibilità di un ricominciare, dimenticando.
Ora si vede il sole ma l’aria è fredda e il cielo luccica nel tramonto. Forse, domani, cominceranno a seccare le pozze della strada sterrata che porta a casa. Sì, sterrata e messa male, perché tornare a casa non è mai un compito facile.
Fra poco splenderanno i fuochi delle foglie nuove.

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