Vincenzo Di Maro
DUE SEQUENZE
In copertina:
Rosa di frontiera
tecnica mista
All’interno:
Quaderno per i nomi delle rose
Scartafaccio per il viaggio
LA ROSA NON PREVISTA
Visto da vicinissimo, il fenomeno rosa
- nel senso vegetale – neanche esiste:
ma fugge in isolati di molecole
per poi precipitare in buia onda
percorsa da un abbaglio di faville.
Basta ignorarlo per celebrare il vuoto
trovando poi al suo posto chissà cosa:
forse, in effigie, uno dei nostri volti
che fluttua al negativo su un ammasso
di particelle. Sembra fine Ottocento:
vecchi tram a cavallo, le spettrali
ombre di una metropoli
tra quinte in bianco e nero, una fiumana
che s'invortica in tondo, tra fanali
e cappelli: così a volte si sgrana
la pellicola instabile del mondo.
E noi comodi, a bordo di un landò,
fino ai giardini in fondo alla città
per vedere la dama, per ritrovare quella
cui, prima di ogni nascere,
consegniamo la rosa.
*
In dialogo con la rosa di Vincenzo
Eppure la rosa è anche solo una rosa; vecchie immagini di un Ottocento
elegantissimo in cui, dietro al profumo dei roseti, Dio nasconde le sue
trame.
Consegniamo una rosa come a un amore che si forma, nel profumo della
rosa che svapora.
Che cosa vogliamo dalla rosa? Un canto...un pianto...un Nulla in cui
precipitare, dormendo.
Nel vortice della rosa compiamo un viaggio, dimenticando.


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