Vincenzo Di Maro: STRAPPI 8

 

Vincenzo Di Maro


DUE SEQUENZE


In copertina:

Rosa di frontiera

tecnica mista

All’interno:

Quaderno per i nomi delle rose

Scartafaccio per il viaggio





LA ROSA NON PREVISTA


Visto da vicinissimo, il fenomeno rosa

- nel senso vegetale – neanche esiste:

ma fugge in isolati di molecole

per poi precipitare in buia onda

percorsa da un abbaglio di faville.

Basta ignorarlo per celebrare il vuoto

trovando poi al suo posto chissà cosa:

forse, in effigie, uno dei nostri volti

che fluttua al negativo su un ammasso

di particelle. Sembra fine Ottocento:

vecchi tram a cavallo, le spettrali

ombre di una metropoli

tra quinte in bianco e nero, una fiumana

che s'invortica in tondo, tra fanali

e cappelli: così a volte si sgrana

la pellicola instabile del mondo.

E noi comodi, a bordo di un landò,

fino ai giardini in fondo alla città

per vedere la dama, per ritrovare quella

cui, prima di ogni nascere,

consegniamo la rosa.





*


In dialogo con la rosa di Vincenzo


Eppure la rosa è anche solo una rosa; vecchie immagini di un Ottocento 

elegantissimo in cui, dietro al profumo dei roseti, Dio nasconde le sue 

trame.

Consegniamo una rosa come a un amore che si forma, nel profumo della 

rosa che svapora.


Che cosa vogliamo dalla rosa? Un canto...un pianto...un Nulla in cui 

precipitare, dormendo.

Nel vortice della rosa compiamo un viaggio, dimenticando.



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