STRAPPI 1: ALTARI DI RIPOSO



piccolo, piccolo mio vestito di bianco e di sangue

le mie mani sono gracili, più piccole delle tue

hanno raccolto nel tempo tutte le parole dei bambini

conservate in un baule come l’immagine di un bruco prima che diventi farfalla

perché, dopo, quando si è grandi

gli uomini dimenticano di essere stati bruchi

mostrano le loro grandi ali colorate

spiccano il volo e comprano il mondo dall’alto


rossa e accecante è la luce del sole che li fa schiavi

un dio di fosforo e d’oro prende possesso del loro petto e li riconsegna alla terra, guerrieri e faccendieri


hanno scordato l’odore semplice della matita e della gomma

le parole buone del loro maestro

il canto in coro di tutte le voci che invocano dio

hanno scordato l’odore del pane e del latte materno


rimani un piccolo bruco, bambino mio

non diventare il capo che ordina la morte e la vita

perché della morte e della vita ha dolore

non essere soldato ubbidiente alla voce dei comandanti


rimani qui

in questo misero e bellissimo giardino di pietre e fiori selvaggi

dove nessuno può chiedere e nessuno può dare


ora che tu non esisti più, è il tuo bianco funereo che grida

la sagoma della tua pupa che mai è diventata farfalla

eppure la sua voce è potente come il tuono di dio


io sono solo un poeta disperato e cieco

un misero maestro buono che non può salvare nessuno

Commenti

  1. Salvi Sebastiano, hai salvato e salverai . Lo sguardo e l'ascolto di un Maestro Poeta sono salvezza. Che tu non ne abbia certezza rende tutto più autentico.

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