Strappi 10: Paolo Donini

 

Paolo Donini mi manda un commento audio dove con straordinarie parole illumina  

pienamente il senso di Strappi. Pubblico, col consenso dell’autore, la parte finale.




...come si può fare editoria di poesia oggi, nel mondo, nel nostro 

paese, nel nostro tempo?

Si può fare editoria di poesia accettando, cercando e perseguendo la quantità e quindi 

cadendo necessariamente nel compromesso con esiti spesso bislacchi e deludenti, oppure si 

può fare editoria di poesia per sottrazione?

Si può stare nel margine, sia dal punto di vista esistenziale, sia dal punto di vista 

dell’esposizione pubblica, anche dal punto di vista della produzione dell’oggetto editoriale 

che contiene e traghetta il testo.

Si può stare dentro quella marginalità che molto spesso la letteratura, la poesia, ha scelto. Lo 

ha sempre fatto in epoche drammatiche, in epoche persecutorie...in Russia, per esempio. 

Stiamo parlando di quelle produzioni, di quelle autoproduzioni che circolano in ambienti 

ristrettissimi, persino personali o relazionali dove sembra unicamente possibile la libertà 

espressiva senza compromesso. Stiamo parlando di atti di resistenza pura e questo 

oggetto/libro polisemico, con tutta la sua programmatica forma di marginalità appartiene a 

questa tipologia.

Ma non solo: contiene anche un aspetto che è bandito dal narcisismo imperante e cioè una 

sottilissima, dolcissima, affettuosa ironia dove non solo sta la citazione leggera e 

puntualissima del grande poeta che parla degli uccelli come i primi pensieri del mondo, 

(Giorgio Caproni) ma contiene anche un’appendice marsupiale, una tasca meravigliosa, 

forse il gesto più geniale di tutta l’opera; una tasca marsupiale dove è riposto non l’oggetto 

testuale ma lo spazio della testualità futura. Un oggetto di grande speranza, quasi una sorta 

di figliolanza interna all’opera che allude alla dimensione futura dove se non noi ma altri 

vedranno e raggiungeranno l’isola.





strappi

10

Paolo Donini


I PASSERI

(tre poesie dall’estinzione)


In copertina:

Archetipi


All’interno:

Taccuino per i nomi degli uccelli

tempera, timbri


*


I passeri 1


Si stanno estinguendo i passeri; motivo,

si dice, i pesticidi che avvelenano i campi,

le gazze che saccheggiano i nidi, i gatti


che pur addomesticati conservano

l’istinto della predazione; e cosa dire

dello scricciolo, cugino del passero,


a lui sodale in modestia? Inquilini cinerini

di rovi e siepi, il passero, lo scricciolo,

creature dell’inverno, capaci


di vita frugale, avvezzi a sopravvivere

nel gelo, a nutrirsi di briciole, stanno

scomparendo, a vantaggio, pare,


della specie dette opportuniste: piccioni,

storni, gabbiani – la medesima selezione

che sta epurando gli umani.


Commenti

  1. Bellissime considerazioni, poesia esemplare per limpida sobrietà. Grazie a Paolo Domini.

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